La psicologia della resilienza (e come coltivarla)

//La psicologia della resilienza (e come coltivarla)

Tutti siamo a conoscenza del prezzo psicologico che deve pagare chi è vittima di un trauma.

Al contempo, però, ci sono individui dotati di una forte struttura mentale che permette loro di attraversare le peggiori disgrazie rimanendone abbastanza illesi.

Alcuni riescono addirittura ad uscirne più forti di prima.

Joh Foster è una di loro!

Ha subito abusi sessuali, le hanno diagnosticato il tumore al seno e ha avuto anche altri problemi di salute fisica e mentale.

Ciò nonostante non ha mai smesso di tenere la testa alta.

LA RESILIENZA

Questa capacità mentale è stata definita “resilienza”.

Si tratta dell’abilità di adattarsi bene ad avversità sia acute, sia croniche.

A causa della pandemia che stiamo attraversando, moltissime persone si trovano a dover affrontare problemi come la malattia, il lutto, la disoccupazione e un senso di insicurezza verso il futuro.

Dallo studio della resilienza possiamo dunque ottenere qualche insegnamento adeguato ad affrontare i mesi e gli anni difficili che ci aspettano?

Uno dei metodi che gli psicologi hanno pensato per analizzare il fenomeno consiste nel valutare gruppi di individui che hanno dovuto attraversare qualche pesante calamità e verificare la psicologia di quelle che sembrano esserne uscite con i danni minori.

Un altro importante aspetto della flessibilità consiste nel valutare anche le emozioni sgradevoli, considerandole un aspetto della vita e accettandole come tali.

L’ultimo punto da ricordare è quello di imparare a dare priorità alle cose che sono realmente essenziali per noi, focalizzandoci su cosa possiamo fare per raggiungerle nonostante le avversità.

Alcuni ricercatori di un’importante università inglese, nel Maggio 2020, ossia durante il lockdown, hanno tenuto sotto osservazione 500 individui, per studiare le loro reazioni emotive.

Nel campione sono emersi notevoli livelli di ansia, ma anche che i soggetti con i punteggi più alti nei test riguardanti la flessibilità psicologica erano i meno portati a manifestare ansia e depressione.

La buona notizia per chi desideri accrescere la propria resilienza è che molti psicologi condividano il fatto che questa capacità si può imparare.

LE TRE STRATEGIE PER RAFFORZARE LA RESILIENZA

1. ETICHETTATURA AFFETTIVA

È uno dei vari metodi psicologici che si possono utilizzare per diminuire l’impatto delle emozioni negative e facilitare la gestione di uno stress che non si può evitare in altro modo, e consiste nell’esprimere a parole i sentimenti che stiamo provando.

2. IL MIGLIOR “SÈ” POSSIBILE

Questa attività aiuta a consolidare le emozioni positive, che a loro volta funzionano da barriera contro stress futuri.

Consiste nell’immaginare se stessi nel futuro, dopo che tutto è andato nel miglior modo possibile, e mettere per iscritto una descrizione.

3. APPROCCIO BASATO SUI VALORI

Oltre a gestire le emozioni negative e a far spiccare la nostra positività, possiamo espandere l’accettazione delle avversità entrando nello spirito di chi trascorre una vita basata sui valori.

COME DIVENTARE RESILIENTI 

Se volete potenziare la vostra resilienza ci sono tre fattori su cui dovete concentrarvi:

-sviluppare una serie di meccanismi di difesa e reazione;

-esercitare la flessibilità psicologica per sopportare le emozioni sgradevoli;

-essere consapevoli dei valori che avete, in modo da proseguire a condurre una vita che abbia significato malgrado le avversità del presente.

Per quanto riguarda i meccanismi di reazione, esistono già tecniche psicologiche per diminuire l’impatto delle emozioni negative, come la cosiddetta “etichettatura affettiva”, citata nel paragrafo precedente, e la rivalutazione cognitiva, ossia pensare alle cose guardandole sotto una luce più positiva (ad esempio vedere il lockdown come l’occasione per imparare qualche nuova capacità).

Bisogna essere disposti a confrontarsi con le situazioni spiacevoli della vita, invece di evitarle psicologicamente.

Far fronte alle cause di stress non solo ci aiuta a gestire meglio lo stress stesso, ma ci prepara anche per il futuro.

Infine, un buon principio-guida per adoperare le strategie di regolazione delle emozioni e di accettazione non giudicante è quello di “vita basata su valori”.

Dovete essere consapevoli di cosa ha realmente importanza nella vostra esistenza e adottare comportamenti che vi portino in quella direzione.

Concludiamo questo articolo dicendo che le ricerche condotte sulla resilienza durante la pandemia ci aiuteranno ad affrontare quel che il 2021, 2030 o il 2050 hanno in serbo per noi. 

2021-03-19T16:52:28+00:00

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