LA PROSOPOAGNOSIA

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Che cos’è la prosopoagnosia?

La prosopoagnosia è l’incapacità di riconoscere le facce delle persone e, nei casi più gravi, di distinguere la propria immagine in fotografia. 

Viene chiamata anche “cecità per i volti” e colpisce circa il 2% della popolazione.

Può manifestarsi alla nascita o giungere in seguito a un danno cerebrale.

Il riconoscimento è immediato su altre basi, come il suono della voce, il modo di camminare o la presenza di caratteristiche specifiche, come gli occhiali e i baffi.

Le cause della prosopoagnosia e la distinzione tra acquisita e congenita

La causa della prosopoagnosia può essere sia un danno di tipo neurologico che una condizione con la quale convivi fin dalla nascita.

In base a qual’è il tuo caso si può fare una differenziazione tra prosopoagnosia acquisita e prosopoagnosia congenita.

Nel caso della forma cosiddetta “acquisita” si tratta di lesioni al cervello riguardanti la parte inferiore del lobo occipitale, la circonvoluzione fusiforme o la corteccia temporale anteriore dell’emisfero cerebrale destro. 

Un danno in una di queste tre aree cerebrali può causare la prosopoagnosia. 

La maggior parte delle volte in cui si parla di lesioni è per indicare un infarto dell’arteria cerebrale posteriore o un’emorragia cerebrale con sede nella porzione occipitale del cervello.

Più rari ma possibili sono anche una grave intossicazione da monossido di carbonio, una lobectomia temporale, una grave encefalite, un tumore al cervello, un’atrofia cerebrale a carico del lobo temporale destro, il morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer.

Per quanto riguarda, invece, la prosopoagnosia congenita, le sue origini non sono ancora chiare ma è importante sapere che se soffri di questa forma, a differenza di quella acquisita, non hai alcuna lesione neurologica. 

Il “giro fusiforme”

Shutterstock

In uno studio effettuato attraverso l’utilizzo della Risonanza Magnetica Funzionale (RMF), pubblicato recentemente sul magazine “Nature Neuroscience”, ricercatori delle Università di Glasgow e di Toronto, hanno individuato l’area cerebrale addetta al riconoscimento dei volti, si tratta di quella conosciuta come “giro fusiforme”, dov’è archiviato un modello standard di faccia con cui confrontiamo ogni volto nuovo, fino a comporre una sorta di biblioteca mentale che ci consente di riconoscere gli altri.

L’operazione appare semplice, invece non lo è. 

Ad esempio quando ci troviamo di fronte a visi orientali, il riconoscimento appare difficile in quanto ci sembrano tutti uguali, questo perché corrispondono poco al modello mentale che si trova archiviato nel nostro cervello. 

Questa difficoltà, che è tipica delle persone sane nell’ipotesi descritta sopra, è una condizione normale per chi soffre di questa particolare patologia cognitiva.

Quali possono essere le conseguenze di questo problema?

Ecco alcune conseguenze di questo problema:;

fobia sociale;
difficoltà nell’instaurare relazioni stabili;
difficoltà nell’instaurare nuovi rapporti interpersonali;
problemi di relazione in ambito scolastico o lavorativo;
depressione.

Quando il problema si riscontra nella sua forma più grave potresti far fatica anche a riconoscere le espressioni facciali, a capire il sesso di un individuo e perfino a riconoscerti in una foto. 

Quindi se noti che hai spesso difficoltà simili non aver paura di rivolgerti al tuo medico per una consulenza!

Come può venire curata la prosopoagnosia?

Alcuni professionisti affermano che per curare la prosopoagnosia sia necessario un trattamento terapeutico di tipo psicologico ed eventualmente psichiatrico

Solitamente ai pazienti viene detto di riconoscere gli altri da altri particolari, come la corporatura, la voce, il taglio dei capelli, l’odore, e tanti altri piccoli particolari di cui noi, che non ne soffriamo, teniamo poco in considerazione.

2021-04-20T10:27:35+00:00

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