Emdr2019-05-20T17:04:58+00:00

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EMDR

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EMDR

Terapia psicoterapeutica

La terapia EMDR è utile per il trattamento di disturbi causati da eventi stressanti o traumatici come il disturbo da stress post-traumatico. Essa sfrutta i movimenti oculari alternati per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, permettendo una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali.

Disturbo da stress post-traumatico

Terapia EMDR

Il disturbo da stress post-traumatico (DSPT) si sviluppa in seguito all’esposizione del soggetto ad un evento traumatico nel quale la persona ha vissuto, ha assistito, o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri. La risposta della persona comprende paura intensa e sentimenti di impotenza o di orrore.

I movimenti oculari saccadici e ritmici tipici della terapia EMDR, concomitanti con l’individuazione dell’immagine traumatica, delle convinzioni negative ad essa legate e del disagio emotivo, facilitano la rielaborazione dell’informazione, fino alla risoluzione dei condizionamenti emotivi. In questo modo l’esperienza è usata in modo costruttivo dalla persona ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo non negativo.

Il processamento dell’informazione

Esposizione immaginativa dell'EMDR

Le tecniche EMDR, come la terapia cognitivo-comportamentale, seguono le teorie del processamento dell’informazione e si rivolgono alle memorie disturbanti individuali ed ai significati personali dell’evento traumatico e delle sue conseguenze, attivando la rete dei ricordi di paura attraverso la presentazione di informazioni che attivano elementi delle strutture della paura ed introducono informazioni correttive incompatibili con questi elementi.

L’esposizione immaginativa tipica della terapia cognitivo-comportamentale però guida l’individuo a rivivere ripetutamente l’esperienza traumatica il più vividamente possibile, senza prendere in causa altre memorie o associazioni; questo approccio è basato sulla teoria secondo cui l’ansia è causata dalla paura condizionata ed è rinforzata dall’evitamento.

Catene di associazioni

Effetti distanzianti

Al contrario la terapia EMDR procede tramite catene di associazioni, collegate con stati che condividono gli elementi sensoriali, cognitivi o emotivi del trauma. Il metodo adottato non è di tipo direttivo; l’individuo è incoraggiato a lasciare accadere qualsiasi cosa avvenga limitandosi a notarla mentre le memorie liberamente associate entrano nella mente tramite l’esposizione immaginativa, in forma di brevi flash.

In accordo con le teorie del condizionamento classico, promuovere l’attenzione a informazioni correlate alla paura facilita l’attivazione, l’abitudine e la modificazione della struttura di paura. La terapia EMDR incoraggia tuttavia gli effetti distanzianti che sono considerati efficaci nel processamento della memoria piuttosto che nell’evitamento cognitivo. E’ forse per questo che i pazienti sottoposti a questo tipo di terapia considerano l’EMDR come meno confrontante e la tollerano meglio.

Risposte emotive

Memoria traumatica

L’EMDR comprende il complesso delle risposte emotive che seguono un evento stressante analizzando contemporaneamente stati affettivi, sensazioni fisiche, pensieri, emozioni e credenze.Il cambiamento cognitivo che la terapia EMDR evoca mostra che il soggetto può avere accesso a informazioni correttive e collegarle alla memoria traumatica e ad altre reti di memorie associate. Tutto ciò avviene con piccole, se non nulle, indicazioni da parte del terapeuta. L’integrazione del materiale positivo e negativo che avviene spontaneamente durante il processo di desensibilizzazione dell’EMDR somiglia all’assimilazione in strutture cognitive (in linea con la teoria del processamento adattivo dell’informazione), così come accade per le visioni del mondo, i valori, le credenze e l’autostima.

Trattamento EMDR

Memoria traumatica

Il trattamento emdr si divide in 8 fasi:

  • fase 1: si invita il paziente a parlare della propria vita, soprattutto dell’esperienza traumatica che ha provocato il malessere. In questo modo si può creare un piano terapeutico personalizzato;
  • fase 2: il terapeuta spiega al paziente le diverse fasi del trattamento;
  • fase 3: il paziente approfondisce il racconto dell’evento traumatico, arrivando a raccontare la parte peggiore di questa esperienza, ad esempio i sentimenti che provoca. Da qui si cerca l’obiettivo del paziente, cioè la cognizione positiva, ad esempio la convinzione di poter superare tutto;
  • fase 4: è la fase delle stimolazioni bilaterali. Mentre il paziente viene invitato a concentrarsi sui dettagli del ricordo vengono utilizzati i movimenti oculari. In questo modo si procede verso una desensibilizzazione;
  • fase 5: dopo la desensibilizzazione, che porta il paziente a parlare dell’evento con meno disagio, ci si concentra sulla cognizione positiva definita della terza fase;
  • fase 6: viene svolta una “scansione corporea” che ha l’obiettivo di definire la presenza di eventuali tensioni a livello fisico;
  • fase 7: si conclude la seduta, fornendo al paziente alcune indicazioni su come comportarsi in diverse situazioni che possono accadere durante le visite. Ad esempio nel caso in cui una fase non venga completamente conclusa e ci sia ancora disagio emotivo;
  • fase 8: verifica dei risultati.

Risposte emotive

Memoria traumatica

Il terapeuta chiederà alla persona di ripensare al ricordo traumatico, raccontarlo e concentrarsi sul momento più pesante.

Rimanendo nel ricordo più traumatico chiederà alla persona di notare cosa sente, cosa prova e che sensazioni ha nel suo corpo, misurandoli con diverse scale che verranno riviste ogni volta.Il trauma viene rivissuto in sicurezza, con tutte le cautele che la terapia ma anche il metodo stesso impone (per esempio l'installazione del posto al sicuro prima del lavoro terapeutico).Mentre la persona rimane nel ricordo e nelle sensazioni seguirà il movimento delle dita del terapeuta che sarà da destra a sinistra ad una distanza ottimale davanti agli occhi del paziente.Seguendo il movimento delle dita si creerà il movimento oculare con un ritmo e una frequenza prestabilita dal terapeuta.

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