Fobia sociale2019-05-10T09:22:50+00:00

CMP San Michele

Fobia sociale

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Che cos’è il Disturbo d’Ansia Sociale o fobia sociale

Disagio nei contesti sociali

Il Disturbo d’Ansia Sociale, denominato anche fobia sociale, è una condizione di disagio che la persona prova nei contesti sociali, ossia tutti quelle situazioni dove vi è la possibilità di essere giudicati dagli altri, oppure fare una brutta figura, risultare imbarazzato o impacciato. L’ansia sociale è quella condizione clinica che va oltre alla timidezza e si caratterizza per la paura di agire di fronte agli altri e di ricevere giudizi negativi tanto da portare la persona che ne soffre ad evitare la maggior parte delle situazioni sociali.

Le situazioni che generano maggiori preoccupazioni sono quelle che implicano la necessità di dover fare qualcosa davanti ad altre persone, come ad esempio esporre una relazione, firmare, telefonare, mangiare, entrare in una sala dove ci sono persone già sedute. La fobia sociale è una condizione clinica molto diffusa tanto che nel DSM-5 (2013) viene riportata una prevalenza negli Stati Uniti che colpisce il 7% degli adulti, mentre in Europa la percentuale si abbassa al 2,3%. Il disturbo colpisce prevalentemente il sesso femminile e questa differenza risulta ancora più marcata nell’adolescenza e nei giovani adulti.

Sintomi del Disturbo d’Ansia Sociale

Manifestazioni cliniche

Le persone che soffrono di fobia sociale a causa del timore di fare brutta impressione e non risultare graditi agli altri vivono una condizione di forte disagio che compromette la realizzazione piena dell’individuo e si manifesta clinicamente con:

  • paura o ansia marcata relativa a una o più situazioni sociali nelle quali la persona è esposta al giudizio degli altri;
  • timore di essere criticato o di manifestare in modo evidente i sintomi dell’ansia e mostrarne i “segni”, ovvero le persone temono di diventare rosse in volto, tremare, balbettare, sudare oppure di rimanere in silenzio senza riuscire a parlare con gli altri;
  • evitamento delle situazioni sociali che causano un’ansia intensa;
  • l’ansia e la paura risultano sproporzionate rispetto alla reale minaccia posta da quella situazione sociale.

L’ansia sociale può essere circoscritta anche ad un unico ambito sociale e la persona manifesta eccessiva riservatezza in pubblico accompagnata da una postura irrigidita e sulla difensiva. Il tono della voce risulta basso, il contatto oculare scarso e spesso è presente la tendenza ad arrossire sul volto..

Le persone con fobia sociale riferiscono i sintomi legati all’ansia come tachicardia, tremori, aumento della sudorazione, tensione muscolare, nausea, vampate di calore, mal di testa. Inoltre, in questa condizione clinica si manifesta l’ansia anticipatoria, ossia il timore di affrontare una situazione sociale ben prima che si verifichi con continue ruminazioni che alimentano maggiormente la paura di quella situazione. Naturalmente, le persone con ansia sociale riconoscono in modo razionale che le loro paure sono eccessive e per tale ragione si sentono ancora più inadeguate e problematiche, accusandosi e rimproverandosi per non riuscire ad affrontare le situazioni che le altre persone vivono quotidianamente.

La fobia sociale, se non trattata, tende a rimanere stabile e cronica, e spesso può dare luogo ad altri disturbi del tono dell’umore come la depressione.

Sottotipi di fobia sociale

Manifestazioni cliniche

Si possono distinguere due tipi di Fobia Sociale:

  • semplice, quando la persona prova ansia sociale in una o poche tipologie di situazioni, come ad esempio difficoltà a parlare in pubblico, incontrare nuove persone, partecipare ad una cena con più persone poco familiari.
  • generalizzata, quando la persona teme molte situazioni sociali con la tendenza ad evitare la maggior parte delle situazioni sociali. Nelle forme più gravi e pervasive, la diagnosi può arrivare a un Disturbo Evitante di Personalità.

Come già accennato, la persona con fobia sociale tende a limitare la propria vita evitando le situazioni problematiche. Questo comportamento protettivo di evitamento, per quanto nell’immediato faccia sentire sollevata la persona, nel lungo termine alimenta la vulnerabilità alla situazione sociale poiché la persona restringerà sempre di più il focus attentino su di sé e sul timore del giudizio altrui. Inoltre, la mancata esposizione a situazioni critiche ostacola il processo di disconferma delle proprie credenze, infatti se ho il timore di fare brutta figura nel corso di una cena di lavoro ed evito sempre questo contesto non potrò mai avere prova del contrario. Tale condizione non fa altro che aumentare l’immagine di inadeguatezza che la persona ha di sé rinforzando il circolo vizioso della mancata esposizione alla vita sociale.

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