Lutto2019-05-14T10:46:53+00:00

La segreteria è attiva dalle ore 9:00 alle ore 20:00 tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì.
Tel. Segreteria CMP: 045 89 22 166

Per comprendere meglio quali potrebbero essere i percorsi terapeutici all'interno dell'area psicologia e psicoterapia del Centro CMP la prima consulenza psicologica è gratuita.

Esperienza del lutto

Stato psicologico

Freud, attraverso il suo intenso lavoro psicoanalitico, fornì una descrizione del lutto come reazione alla scomparsa di un affetto o al venir meno di ciò che ha rappresentato qualcosa di significativo per la persona, che possiede tuttavia la peculiarità di poter andare incontro a risoluzione nel tempo.

La vita, dalla nascita alla morte, è in effetti costituita da un susseguirsi di perdite, caratterizzate da eventi critici, sconfitte, fallimenti, ferite e perdite affettive che hanno inevitabilmente segnato la nostra esistenza (Pangrazzi, 2006). Galimberti (1999), definisce il lutto come uno stato psicologico conseguente alla perdita di un oggetto significativo, che ha fatto parte integrante dell’esistenza. La perdita può essere di un oggetto esterno, come la morte di una persona, la separazione geografica, l’abbandono di un luogo, la perdita della propria immagine sociale, un fallimento personale. Il lutto è un’esperienza che può seguire o anticipare una perdita, basti pensare a situazioni di grave malattia dove la paura della perdita ancora prima che avvenga, rende l’attesa maggiormente difficile.

Il lutto inoltre non è necessariamente legato alla morte; la rottura di una relazione amorosa, una perdita lavorativa ad esempio, possono provocare sentimenti simili di abbandono e vuoto e determinare sentimenti e pensieri di tipo depressivo e ansiogeno legati alla paura di non farcela senza il/la proprio/a compagno/a, di non riuscire a mantenere i propri figli, etc..

Il lutto come normale reazione ad una perdita

Iniziare ad accettare

Bowlby (1982), studiò a lungo gli elementi della costruzione e della rottura dei legami affettivi e identificò 4 fasi del lutto:

  • Rifiuto della perdita: caratterizzato da disperazione, protesta e stordimento
  • Intenso desiderio e ricerca della persona amata
  • Disperazione e disorganizzazione
  • Fase di riorganizzazione: per naturale sopravvivenza l’ultima fase è quella dell’accettazione della perdita; gli aspetti acuti del dolore iniziano a ridursi e si inizia a percepire un piccolo, seppur significativo, ritorno alla vita.

Quando affrontiamo un lutto, iniziare ad accettarlo richiede circa un anno e mezzo, in quanto, tendenzialmente, l’essere umano ha la capacità di accettare e superare la morte di una persona cara. Il lutto diventa tuttavia un problema da affrontare, quando si fa fatica a comprenderne e accoglierne la sua ineluttabilità.

Quali sono le reazioni più comuni ad un lutto?

Reazioni fisiologiche

In reazione ad una perdita significativa, che sia la morte di una persona cara o una perdita relazionale o lavorativa, Onofri e La Rosa (2015), individuano alcune possibili reazioni fisiologiche ad una perdita importante:

  • Sentimenti di tristezza, rabbia, ansia e solitudine
  • Sensazioni fisiche quali costrizione gastrica, debolezza muscolare, mancanza di energia, secchezza delle fauci (Lindermann, 1944)
  • Pensieri di incredulità, confusione mentale, esperienze illusorie
  • Disturbi del sonno, dell’appetito, pianto, iperattività, irrequietezza, tentativi di distrazione.

È possibile quindi una terapia per il lutto, considerate tutte queste alterazioni della salute psico-fisica?

Accettazione di una perdita

Per Perdighe e Mancini (2010) il lutto è un evento che minaccia o compromette scopi personali. Per accettare pertanto una perdita, è necessario disinvestire o abbandonare gli scopi compromessi e orientarsi al soddisfacimento di obiettivi ancora perseguibili. Ma come è possibile?

La terapia ACT (terapia dell’Accettazione e dell’Azione Impegnata) pone, tra gli obiettivi terapeutici nei casi di lutto quelli di:

  • Accogliere e far spazio al dolore, come reazione fisiologica ad una perdita e non come qualcosa da cui fuggire o vergognarsi.
  • Aiutare a distinguere tra il dolore in senso stretto (es: una perdita affettiva) e il dolore provocato da credenze e interpretazioni poco funzionali per la persona (ad es: “Non ce la farò, “Sono un fallito, “La mia vita non ha più senso”)
  • Apertura a nuovi e possibili obiettivi, che permettano un investimento di energie favorevole al superamento e accettazione degli scopi perduti.

Che cosa significa quindi rielaborare un lutto?

Supporto psicologico della persona

Kübler Ross (1990; 2002) definisce l’elaborazione del lutto come un processo che si sviluppa in quattro momenti:

  • Rabbia: costituita da una sensazione di solitudine e desiderio di sfogare il proprio dolore all’esterno (individuare un responsabile con il quale prendersela) o all’interno (percepire colpa, credere di non aver fatto abbastanza, sensazione che si poteva evitare..)
  • Rivalutazione delle proprie risorse e analisi concreta della realtà: si inizia a considerare la perdita con maggiore lucidità; i sentimenti di rabbia e di colpa iniziano a venire meno.
  • Fase depressiva: consapevolezza dell’impatto emotivo che la perdita ha avuto sul proprio benessere psico-fisico e del dolore che lo ha accompagnata.
  • Accettazione del lutto: si inizia a considerare la perdita come ineluttabile e, sviluppando nuovi comportamenti verso scopi ancora perseguibili.

La terapia cognitivo-comportamentale, all’interno della quale l’approccio ACT trova spazio, ha come obiettivo supportare la persona a ad affrontare il senso di vuoto e di abbandono che inevitabilmente consegue ad un lutto, aiutando il paziente a rapportarsi in maniera più aperta al dolore, offrendo la possibilità di esprimere la sofferenza e le proprie emozioni e di trovare, insieme al terapeuta, delle strategie efficaci per convivere, senza necessariamente eliminare il senso di vuoto percepito, allo scopo di creare delle vite ricche e significative, nonostante esperienze così significative, che segnano inevitabilmente l’esistenza.

Centro di riferimento a Verona in ambito psicologico e psicoterapeutico.

Se desiderate ricevere ulteriori informazioni riguardo a temi specifici, contattarci o richiedere un appuntamento compilate il modulo presente all’interno della pagina Contatti.

Contatti

Via Aldo Fedeli 40A, San Michele Verona 37132

Phone: +39 045 8922166

Articoli recenti