Psicosessuologia per le malattie neurodegenerative2019-04-28T13:40:52+00:00

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Psicosessuologia
per le malattie
neurodegenerative

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Psicosessuologia per le malattie neurodegenerative

Sessuologia clinica

Le malattie neurodegenerative sono responsabili di molteplici e gravi ripercussioni sulla qualità di vita della persona. Inquadriamo le principali implicazioni psico-sessuologiche in pazienti affetti da una patologia neurodegenerativa e valutiamo le differenti possibilità di trattamento secondo un approccio integrato che tenga conto di un équipe multidisciplinare impegnata nella cura della persona.

Cos'è la salute sessuale?

Sessualità nelle malattie croniche o nelle disabilità

Salute sessuale :”Uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale in relazione alla sessualità; non solo l’assenza di malattia, disfunzioni o infermità. Per la salute sessuale i diritti sessuali di tutte le persone devono essere rispettati, protetti e messi in atto”.

Purtroppo però, la sessualità delle persone con malattie croniche o con disabilità risulta tutt’oggi un argomento difficile da trattare, infatti, l’attività sessuale, in questi casi, costituisce un vero e proprio tabù, raramente affrontato dai sanitari in modo diretto.La sessualità è un processo complesso, coordinato dal sistema endocrino, vascolare, neurologico, ma profondamente influenzato da altri fattori di tipo biologico, psicologico, relazionale, sociale e culturale.

Una malattia neurodegenerativa può compromettere la salute sessuale della persona, in maniera diretta, tramite:

  • il disturbo stesso o una malattia in comorbilità (es. Alzheimer e diabete);
  • i farmaci e altri trattamenti (es. trattamenti dopaminergici che possono indirettamente causare ipersessualità)

In maniera indiretta, invece, tramite:

  • le conseguenze generali di una malattia cronica, quali fatica, debolezza, limitata mobilità;
  • alcune problematiche di tipo psicosociale, quali depressione, ansia, bassa autostima, problemi legati all’immagine del corpo.

Riconoscere l’importanza della salute sessuale come elemento fondamentale della salute significa rendere la valutazione sessuologia parte integrante della valutazione neurologica, coinvolgendo sia il paziente che il proprio partner. Quindi, la presa in carico della coppia necessita della presenza di una équipe di esperti.L’impatto delle malattie neurodegenerative sulla qualità di vita risulterebbe maggiore tra i pazienti più giovani rispetto a quelli più anziani.Infatti, il gruppo più giovanile è vulnerabile e a maggior rischio di peggioramento.

Morbo di Parkinson

Osservazioni cliniche delle disfunzioni sessuali

I risultati emersi dalle osservazioni cliniche indicano come le disfunzioni sessuali siano più comuni fra i pazienti con disturbi neurologici, tra cui il Parkinson.In generale, queste malattie neurodegenerative presentano delle implicazioni molto forti dove ogni aspetto della vita del soggetto interessato può essere compromesso.

E’ emerso un aspetto importante nella diagnosi del Parkinson, che collega la qualità della vita sessuale precedente alla malattia e il ritiro dall’attività sessuale durante il corso di una demenza. Appunto, i soggetti con difficoltà nella loro vita intima sarebbero inclini a sviluppare disturbi sessuali durante il decorso della malattia neurodegenerativa. Quindi, nell’ottica di prevenire un ulteriore deterioramento della vita sessuale, sarebbe auspicabile che i medici discutessero delle problematiche sessuali il prima possibile, consigliando un counseling psico-sessuologico.

Le demenze, come il Parkinson, possono provocare nella persona affetta un forte stress e imbarazzo per la propria condizione nel momento del rapporto sessuale.Per esempio, se la persona soffre di incontinenza urinaria o intestinale, può sviluppare la paura di perdere il controllo sfinterico e ciò può ridurre o sopprimere completamente la motivazione sessuale.La ricerca sui disturbi neurodegenerativi ha cercato di far luce sulle differenze di genere.Rispetto alla popolazione di donne sane in relazione all’età, le pazienti parkinsoniane presentano maggiore riduzione dell’eccitazione.Per quanto concerne la popolazione maschile, le difficoltà sessuali rispetto alle donne con demenza appaiono diverse.

Negli uomini con DS predominante la disfunzione erettile è presente nel 68%, seguita dall’eiaculazione precoce nel 40%.Appare chiaro, dunque, come la disfunzione erettile sia una difficoltà piuttosto frequente per i pazienti uomini, causando in questi ultimi tutta una serie di problematiche psicologiche.La disfunzione erettile può essere ritenuta un sintomo non motorio precursore del Parkinson.Allo stesso modo, anche l’eiaculazione precoce risulta essere una disfunzione sessuale molto diffusa tra uomini di tutte le età, con significative comorbidità sessuali e psicosociali.Rispetto alla soddisfazione generale relativa alla propria vita sessuale, gli uomini riferiscono un desiderio sessuale significativamente superiore, sebbene le donne risultino più soddisfatte della propria vita sessuale.

Morbo di Parkinson e ipersessualità

Comportamenti compulsivi

L’ipersessualità può verificarsi negli uomini e raramente nelle donne con Parkinson, per via della somministrazione dei farmaci agonisti della dopamina. Tale comportamento compulsivo si può manifestare con esibizionismo sessuale o con un uso eccessivo di comportamenti di questa natura. Può, comunque, includere caratteristiche non sessuali, per esempio il gioco d’azzardo patologico o lo shopping compulsivo.Generalmente, i pazienti che presentano condotte sessuali compulsive tendono a negare il loro problema.

Alcuni ricercatori ritengono che i pazienti neurologici con compromissione cognitiva possano mostrare comportamenti sessuali appropriati che però si verificano nel contesto sbagliato: cosa che appare ancor più evidente nelle realtà delle case di cura, dove i pazienti possono confondere le aree private con quelle pubbliche o i medici e gli infermieri con i partner.

La diagnosi differenziale andrebbe, quindi, condotta tenendo in considerazione i seguenti aspetti:

  • il comportamento “ipersessuale” non esisteva in precedenza;
  • vi è un eccessivo investimento di denaro e/o tempo in attività sessuali;
  • il praticare l’attività sessuale non comporta una diminuzione dell’interesse sessuale eccessivo.

Invece, si può parlare di comportamento ipersessuale mascherato, quando:

  • la presenza di DS può indurre cambiamenti nel comportamento sessuale;
  • praticare l’attività sessuale può comportare una temporanea diminuzione dell’interesse sessuale eccessivo.

Morbo di Parkinson e sessualità di coppia

Funzionalità sessuale

Le coppie maggiormente colpite da tali problematiche appaiono essere quelle in cui i pazienti affetti da Parkinson sono uomini.In uno studio recente, centrato sulla funzionalità sessuale, si è riscontrato come le partner femminili di uomini affetti da Parkinson, appaiano fortemente compromesse nelle dimensioni di desiderio, eccitazione, orgasmo.

Trovando spiegazione nella presenza di alcuni fattori sottostanti che giocherebbero un ruolo nella ridotta funzionalità sessuale delle partner femminili di pazienti con Parkinson:

  • la necessità di assumere il ruolo di caregiver;
  • l’impegno nel prendersi cura del partner, che diviene sempre più pesante, fisicamente e mentalmente;
  • la ridotta attrattività del partner a causa delle anomalie motorie ecc...;
  • i letti che vengono separati a causa dei tremori che disturbano il sonno.

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